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Archive for the ‘ insanely food-addicted ’ Category

Sushi sexy: il nyotaimori

Martedì, Giugno 17th, 2008

Dicevamo dei cocomeri. Giapponeserie, certo.
Feticismo dell’anguria, avrà pensato qualcuno.

E proprio in tema di feticismo gastronomico, ecco un’altra forma di oroeroticismo (che non è il cospargere il partner di povere 32 carati, ma un’esperienza gastronomica dalle nuances sensuali e sessuali) dagli occhi a mandorla.

Si chiama nyotaimori (o nantaimori nella versione bipartisan), ma negli States, dove sta spopolando negli ultimi tempi - anche sulla spinta della scena nel pluripubblicizzato film “Sex & the City” - lo chiamano tutti naked sushi.

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Cocomeromania

Lunedì, Giugno 9th, 2008

Se c’è un frutto che meglio degli altri riassume una stagione intera, quello non può essere che il cocomero.
Che inesorabile, con l’arrivo della bella stagione (perché arriva, arriva…), torna a far parlare di sé, un po’ come la dieta a zona, la prova costume e le mete preferite dagli italiani per le vacanze.
Ma se a Roma e dintorni si limita a rilucere sui banchi dei cocomerari, è nella terra del Sol Levante che - da sempre - arrivano le notizie più succose. Perché il Giappone è la terra della cocomeromania.

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La vita è più dolce con il Frutto Miracoloso

Venerdì, Giugno 6th, 2008

Sembra un ravanello, solo poco più grande, ma i risultati sono decisamente diversi.
Gli dai un morso, stacando la polpa dal nocciolo, e lo mastichi per un minuto intero: subito dopo fette del più agro dei limoni ti sembreranno caramelle, l’aceto avrà la stessa piacevolezza del succo di mela e la marca più scadente di rum si trasformerà nella morbida ed avvolgente dolcezza di uno Zacapa 23 anos.
Un miracolo?
No, solo massicce dosi di miraculina.

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Un Barbecue con Zorro, un bicchiere d’acqua con l’Arcangelo Gabriele

Giovedì, Maggio 15th, 2008

Coi primi caldi arriva a braccetto la voglia di barbecue.
E se negli USA da mesi ormai gli yankee, per accompagnare la volata presidenziale, cospargono i loro hot dog ed hamburger con le salse piccanti griffate con le facce dei candidati, spuntano in rete nuovi tormentoni ed idee innovative, per dei BBQ davvero poco ordinari.
Con la brand-new BBQ Sword, infatti, potrete trasformarvi in moschettieri della braciola, protettori dei salsicciotti meno abbienti, paladini della giustizia carnivora. Insomma, negli zimbelli della rimpatriata mangereccia.
Ventinove dollari e vi portate a casa il forchettone similspadaccino, con tanto di maschera di Zorro inclusa.
Wurstels, in guardia!

Se invece vi sentite più timorati di Dio e volete ostentare la vostra fede pure a tavola, viene in vostro soccorso Spiritual Water.
Basta ai dilemmi sulla bevibilità o meno dell’acqua santa.
Da oggi potrete “soddisfare la vostra sete materiale e spirituale attraverso un’acqua purificata e le preghiere”, assicura Mr Elicko, produttore della Florida. Che ha già in mente una nuova linea per l’Islam ed il Giudaismo.
Insomma, meglio la Spiritual Water che un bicchiere di…vino!


BBQ SWORD via Notcot

Spiritual H2O

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Goal Mangiato: il ristorante Marco allo Stamford Bridge

Sabato, Maggio 3rd, 2008

Marco Pierre White, il vulcanico chef partito dal Gavroche che ha scalato pian piano le vette della gastronomia inglese guadagnandosi una, due, tre stelle Michelin con il suo Oak Room al Belvedere a Piccadilly si lancia oggi in un’impresa titanica: portare la cucina d’altissimo livello in un ambiente tipicamente “ostico”: uno stadio di calcio.

Ma per farlo ha preferito partire da un pugno di certezze: la liaison con Roman Abramovich, patron del Chelsea FC, ed un parterre di tutto rispetto, quella tifoseria che affolla lo Stamford Bridge ed è additata come una delle più paperonesche di tutto il Regno Unito.

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Hollyfood: star, starlette e vips a tavola

Mercoledì, Aprile 30th, 2008

Negli anni 80, Ariel De Guzman era un onesto cuoco che preparava ogni giorno migliaia di pasti per la US Navy.
Poi è diventato il personal chef di casa Bush, e grazie a lui ora sappiamo che la dieta della famiglia più influente del mondo è, come dire, tutt’altro che salutare. E che lui stesso, come dire, non si reputa un cuoco “serio”. Tanto da suggerire - i puristi della buona cucina saltino questa riga - che “da un punto di vista nutrizionale, le verdure surgelate o in scatola sono migliori grazie agli additivi aggiunti da chi le confeziona”.

Ma il personal chef non è un privilegio tutto presidenziale.
Anzi, è il nuovo trend di Hollywood HollyFood.

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Extreme food: il pericolo nel piatto

Lunedì, Aprile 28th, 2008

I percebes ed i nidi di rondine hanno molti tratti comuni.
Innanzitutto, nei rispettivi paesi di provenienza, sono ritenuti delle prelibatezze. E se chi scrive può avallare sulla bontà del crostaceo galiziano (sì crostaco, anche se lo avresti detto mollusco; più parente del granchio o dell’aragosta piuttosto che non della cozza o della vongola, per intenderci), non altrettanto si può dire del nido di rondine, forse un po’ lontano dai gusti dei palati occidentali.

Ma c’è di più.
Con i percebes o i nidi di rondine, nel piatto metti qualcosa di più di una sciccheria.
Ci metti il pericolo in persona.

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Se mangi leggero fai femmina

Sabato, Aprile 26th, 2008

O almeno è così che la pensano gli studiosi delle università di Exeter ed Oxford, nientemeno.
Per la prima volta si arriva ad ipotizzare che il sesso dei nascituri sia da porre in relazione alla dieta seguita dalla madre.
Ed il paradigma è davvero semplice: mangi poco (e leggero?): fiocco rosa.
Mangi abbondantemente e non ti fai sfuggire certo un ricciolo di burro qua ed un soffritto di là? Bene, sarà un maschietto.

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La ricetta della Ginger Beer, la birra jamaicana con un tocco di zenzero (Seconda parte)

Lunedì, Aprile 21st, 2008

Dicevamo, old-style Jamaican Ginger Beer.
Avete con voi tutti gli ingredienti, o almeno dovreste.
Ora siete curiosi di sapere come procedere.
O almeno dovreste.

Bene, ecco cosa dovete fare.

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La ricetta della Ginger Beer, la birra jamaicana con un tocco di zenzero (Prima parte)

Venerdì, Aprile 18th, 2008

Sballonzolare da una parte all’altra del globo alla ricerca di un gusto, di una sensazione, si può.
Così, dopo il té alla menta ed assenzio dell’area maghrebina, che v’abbiamo assicurato tanto corroborante quanto rinfrescante, ci tuffiamo nell’area caraibica per pre-pa-ra-re (stavolta sì) una bevanda rinfrescante e foriera di estive sensazioni: la old-style jamaican ginger beer.

E poi, dopo tanto parlare di birre, è giunto o no il momento di farne una tutta nostra?

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